Tony Gatlif - Latcho Drom (Post di Valerio Sirna)
Ferito
Abbiamo sentito un pickup arrivare. Io e Morgan ci siamo alzati e siamo usciti in veranda. Era Gus che usciva dal pickup di Elvis Lunedì. Era un po' incerto sulle gambe e sono corso da lui per aiutarlo. Ho lanciato un'occhiata a Elvis chiedendogli con lo sguardo cosa stesse succedendo."Come sta il ragazzo?", ha chiesto Elvis.
"E' morto", ho risposto
Elvis ha guardato dritto fuori dal parabrezza.
"Mi dispiace"
"Già"
"Che succede?" ho domandato, senza giri di parole.
"E' finito il tempo di parlare", ha risposto Gus
"Questa è la frontiera, cowboy", ha detto Elvis, "La frontiera è ovunque. Prenditi cura di tuo zio".
Ho annuito e mi sono allontanato.
Percival Everett - Ferito
"Frontiera, in geografia e nel diritto internazionale, la linea di confine fra due stati. Vedi anche Polizia di frontiera.
Frontiera di un insieme è l’insieme dei punti di frontiera nella teoria degli insiemi
Frontiera, o bordo di una varietà in geometria
I Frontiera sono un gruppo punk hardcore valdostano.
Frontiera, titolo originale The Border, è un film del 1982 diretto da Tony Richardson
Frontiera è un film per la TV del 2005 diretto da Franco Bernini
Frontiera, sinonimo di West negli Stati Uniti"
Glocalizzazione
Glocalizzazione o glocalismo è un termine introdotto dal sociologo Zygmunt Bauman (di origini polacche, ma vissuto in Inghilterra) per adeguare il panorama della globalizzazione alle realtà locali, così da studiarne meglio le loro relazioni con gli ambienti internazionali. La creazione o distribuzione di prodotti e servizi ideati per un mercato globale o internazionale, ma modificati in base alle leggi o alla cultura locale. L’uso di tecnologie di comunicazione elettronica, come internet, per fornire servizi locali su base globale o internazionale. Craigslist e Meetup sono esempi di applicazioni web glocalizzate. La creazione di strutture organizzative locali, che operano su culture e bisogni locali, al fine di diventare multinazionali o globali. Questo comportamento è stato seguito da varie organizzazioni, ad esempio dall’IBM. Significato Il termine “globalizzazione” viene ritenuto equivoco e contraddittorio nel suo universo semantico usato e abusato; per tale motivo Bauman ha voluto introdurre “glocalizzazione”, senza volervi trovare un senso politico di opposizione alla globalizzazione (come ad esempio fanno i no-global). Il globale ed il locale possono essere visti come i due lati della stessa medaglia. Un’organizzazione può essere compresa meglio analizzando la natura duale della glocalizzazione. Spesso la localizzazione viene ignorata per colpa della troppa importanza data alla globalizzazione. Inoltre, in molti casi, le forze locali si sforzano costantemente per attenuare l’impatto dei processi globali. Queste “forze” si possono riconoscere dagli sforzi fatti per prevenire o modificare i piani di costruzione degli edifici per le multinazionali, come la Wal-Mart. Il termine Glocalisation, nonostante sia nato negli anni ottanta in Giappone, venne importato nella lingua inglese dal sociologo inglese Roland Robertson negli anni novanta, ed in seguito sviluppato da Zygmunt Bauman. La glocalizzazione ritiene che il fondamento della società in ogni epoca è stata ed è la comunità locale, dall’interazione degli individui, organizzati in gruppi sempre più allargati, presenti su un territorio. L’organizzazione di questi gruppi costituisce certamente un insieme di “sistemi” che diventano “sottosistemi” se relazionati a organizzazioni più complesse. Ad esempio, la famiglia è un sottosistema del sistema quartiere ma il quartiere è un sottosistema del sistema città e così via. La glocalizzazione inizia la propria analisi dai sistemi semplici per arrivare ai più complessi, mentre la globalizzazione sembrerebbe privilegiare i sistemi complessi ignorando molto spesso le implicazioni dei sottosistemi. La glocalizzazione pone al centro della sua “filosofia”, l’individuo, la persona umana, il patrimonio locale materiale e immateriale della persona e del gruppo di appartenenza. Non ignora la dialettica che deriva dall’incontro-scontro dei vari gruppi all’interno della logica sistema-sottosistema ma non perde mai di vista il micro nella sua relazione con il macro. Dà importanza al libero mercato ma ritiene che non potrà mai essere considerato un “primum” essendo il mercato una delle tante funzioni della persona umana che ha assunto tante sfaccettature nel corso dei secoli. La glocalizzazione dà importanza alla comunicazione tra gli individui e i gruppi definiti nello spazio e nel tempo e a come le nuove tecnologie abbiano favorito una accelerazione nei processi di trasformazione. La glocalizzazione ritiene necessario sottoporre a seria analisi i contenuti della comunicazione, che mediati dalle nuove tecnologie possono soffrire di distorsioni, superficialità, banalità. Un errore frequente è quello di credere che la glocalizzazione ponga l’accento soprattutto sul locale e la globalizzazione sul globale. Non è esatto in quanto la glocalizzazione, pur ponendo idealmente il micro gruppo alla base della sua analisi, è cosciente che esso cresce, si sviluppa, interagisce con gli altri gruppi sempre più complessi fino ad arrivare alle complesse realtà globalizzanti di oggi. Il significato della parola “locale” si espande di fatto inglobando senza confondere realtà locali che rimangono a tutti gli effetti sottosistemi significanti. La glocalizzazione non ignora la presenza di forze globalizzanti che anzi esamina nella loro genesi e nelle loro implicazioni ma è saldamente arroccata nella sua teoria generale dei sistemi e nella stretta interazione tra geopolitica, geoeconomia e geocultura. Numerose organizzazioni internazionali lavorano già nello spirito della glocalizzazione. Tra queste vi è il Glocal Forum, attivo già dal 2001 nel campo della cooperazione tra città.
Andros Zins Browne - The Host



