Intorno al lavoro degli altri   Disparition*   RSS
Un progetto di Matteo Antonaci e Chiara Pirri


*Disparition - Progetto di Pathosformel in collaborazione con WorkOfOthers e Centrale Fies dedicato al percorso artistico della compagnia.

Come ricordi LA PRIMA PERIFERIA? scrivilo su http://www.pathosformel.org
Spartiti_Pathosformel_La più piccola distanza - Materiale di progettazione

"Mentre si muovevano emettevano un suono confuso simile ad un cinguettio o a un frinire molteplice. Poi interrompevano ogni nota e allora tutto era silenzio"

— Abbot
Pathosformel_La più piccola distanza, Materiale di costruzione

La più piccola distanza

Testo per uovo festival - Pathosformel

È come allontanarsi o sollevarsi d’improvviso, e riuscire a guardare una piazza da molto lontano: possiamo vedere solo dei piccoli puntini anonimi scorrere nelle differenti direzioni, punti di cui non possiamo più distinguere nulla, nei quali ogni fisionomia o espressione è stata annullata dalla stessa distanza.

È l’immagine di un’intera città, ricostruita ora nelle semplici relazioni geometriche e nei suoi ritmi. Un improvviso rallentamento dopo essersi incrociati, un gruppo di punti che avanza compatto, o la fretta collettiva di alcune ore del mattino: i movimento tessono l’immagine di questo paesaggio astratto, catturato frammento per frammento nello scorrere interrotto dei suoi abitanti geometrici. Eppure, proprio in questa perdita del corpo nasce per noi la possibilità di ricostruire ancora – nell’ambiguità del movimento – infinite immagini umane, o più semplicemente di abbandonarsi alla possibilità di inventarne di nuove ad ogni istante.

#TRASH

David Foster Wallace: Ma in fondo alla tavola bianca, sul pizzo, dove ricadrai col tuo peso per farti espellere, ci sono due zone di oscurità. Due ombre piatte in piena luce. Due vaghi ovali neri. Il fondo della tavola ha due chiazze sporche. Le hanno fatte tutti quelli passati prima di te. Mentre te ne stai lì coi piedi teneri e ammaccati, indolenziti dalla ruvida superficie bagnata capisci che sono due macchie scure fatte dalla #pelle degli altri. Sono pelle, abrasa dai piedi della violenza della #sparizione di persone con un peso #reale. Tante di quelle persone che non riusciresti a tenere il conto. Il peso e l’abrasione della loro #scomparsa si lascia dietro pezzettini di soffici teneri piedi, pezzetti e scaglie e riccioli di pelle che si sporcano e si scuriscono e si abbronzano restando minuscoli e imbrattati al sole in fondo alla tavola.



Utente tumblr:

#AMORE

Wikipedia: La versione del Moma di New York è la versione più famosa di un tema, quello degli #amanti, che ricorre spesso nella pittura di Magritte di quegli anni. Infatti troveremo molte rappresentazioni realizzate dal pittore belga che hanno per soggetto un uomo e una donna affiancati, o con il volto scoperto oppure, e sono in numero maggiore, con il volto coperto da lenzuoli bianchi. Ritroviamo il lenzuolo bianco in un’altra opera del pittore intitolata Storia centrale in cui non sono più due amanti ad avere il volto coperto, ma solo una figura femminile.
Secondo molte interpretazioni il filo conduttore di queste opere sarebbe da rintracciare nel #suicidio della madre del pittore avvenuto nel 1912, quando l’artista aveva solo #14 anni. La donna si gettò nel fiume Sambre con una camicia da notte avvolta sulla testa. Secondo altre interpretazioni invece, il volto coperto viene associato all’#ossessione che il pittore aveva di coprire i volti anche nella vita #reale.



Consiglisessualianonimi(FB):

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Toiletpaper:

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Giulia Never Dies:

#IMMAGINARIO

Bill Viola: He weeps for you - Dans cette installation, j’ai tenté de créer un “espace accordé” où non seulement tout est enfermé dans une seule #cadencerythmique mais où un système dynamique interactif est produit dans lequel tous les éléments (la goutte d’eau, I’image vidéo, le son, le spectateur et la pièce elle-même) fonctionnent ensemble de manière unifiée comme un instrument unique et plus grand.

L’œuvre repose sur un processus d’agrandissement: en modifiant l’échelle de ce qui devrait être normalement un événement accessoire pour l’amplifier à la fois visuellement et acoustiquement jusqu’à ce qu’il domine l’ #espace. Un examen plus serré révèle que le processus unificateur qui sous-tend l’œuvre est un phénomène optique.

La goutte d’eau agit elle-même comme une lentille et s’intègre de la sorte au système optique de la caméra vidéo. On peut voir une image de l’espace tout entier et de ceux qui s’y trouvent, image dont on constate qu’elle est contenue dans la structure #anamorphique de chaque goutte d’eau.

Cette distorsion optique accroît à mesure que la goutte gonfle pour finalement tomber hors de l’image et s’écraser sur la surface amplifiée qui se trouve en dessous, inaugurant alors un nouveau #cycle.



Utente Tumblr:

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Marina Abramovic:


Jay-Z + Marina Abramovic:

#PERFORMANT

Chris Salter: #Performance as practice, method, and #worldview is becoming one of the major paradigms of the twenty-first century, not only in the arts but olso the sciences. As #euphoria for the simulated and the #virtual that marked the end of the twentieth century subsides, suddenly everyone from new media artist to architects, physicists, ethnographer, archaeologists, and interaction designers are speaking of embodiment, situatedness, #presence, and materiality. In short, everything has become #performative.


Amor Fou:

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#TIME

Leo Ferrè: Col #tempo sai,col tempo tutto se ne va / #L’altro che adoravi, che cercavi nel buio / #L’altro che indovinavi in un batter di ciglia / E tra le frasi e le righe e il fondotinta / Di promesse agghindate per uscire a #ballare / Col tempo sai, tutto scompare. / Col #tempo sai col tempo tutto se ne va / Ogni cosa appassisce e mi scopro a frugare / In #vetrine di #morte ,quando il #sabato sera la #tenerezza rimane senza #compagnia. (http://www.youtube.com/watch?v=Uqe9nURdHNU)



Elisa Ingrosso: «Si udì un flauto da qualche parte, e un discepolo chiese ad Hallaj: “Che cos’è?”. Hallaj rispose: “è la voce di #Satana che #piange il mondo perché vuole farlo sopravvivere alla #distruzione; #piange le cose che passano; vuole riportarle in #vita, mentre Dio solo rimane. #Satana è stato condannato a restare fedele alle cose che passano, e per questo #piange»

 

#GROOVE

Emanuele Quinz (intervista di Franco Torriani): Deleuze e Guattari sviluppano una vera e propria teoria dell’affetto. E si tratta di una vera e propria #estetica: l’arte non è legata ai concetti, ma è a “blocchi di sensazioni” costituiti da percetti e affetti. In questo contesto, l’affetto viene definito come un #divenire, anzi come il “divenire non-umano dell’uomo”. Non imitazione, ma forza di trasformazione. (…) L’arte è sempre composizione, composizione non come tecnica - come organizzazione del materiale - ma come “lavoro della sensazione”.(…) Richard Pinhas, allievo di Deleuze e Vincennes e musicista rock, nel suo Les Larmes de Nietzsche (Paris, Flammarion, 2001, p.79) sviluppa ulteriormente la nozione di affetto, in riferimento ancora una volta alla musica, sottolineando la potenza empatica della pulsazioni ritmica, del beat, della vibrazione ripetitiva dagli spostamenti di accenti in Philip Glass (…) fino alla #tecno: “il suono si fa simbiosi con la pulsazione e il ritmo trasmette un irraggiamento elettronico della materia” (…) “la musica esprime la totalità del mondo”.



Valentino Villa: Gilbert&George: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9OGziyW-_FY